Kit 72 ore: cosa contiene e come prepararlo
Tre giorni senza corrente, rete o negozi aperti: cosa tenere pronto, come organizzarlo e da dove nasce la regola delle 72 ore. Non è un allarme: è una preparazione che costa un pomeriggio e serve anche per un semplice blackout.
- 72 ore sono il minimo che la Commissione europea indica (linee guida non vincolanti, 3 novembre 2026) per arrangiarti con quello che hai in casa.
- Il kit copre sei cose: acqua, cibo, calore e luce, igiene, medicine, informazione e comunicazione. In più documenti e contanti.
- Tutto in un posto solo, e provalo una volta: accendi la torcia, ascolta la radio, controlla le pile.
- Il piano conta quanto gli oggetti: un punto di ritrovo e i numeri importanti scritti su carta.
Cosa mettere nel kit 72 ore: la lista
La Commissione europea parte da sei elementi di base: la lista segue lo stesso ordine.
- 1. Acqua — da bere servono almeno 1 litro al giorno a persona (soglia del vademecum del 2012): 3 litri a testa in 72 ore. Per cucina e igiene ne servono molti di più: Item90 stima 3 litri al giorno a persona, circa 9 in tre giorni. Tieni pastiglie potabilizzanti e segui le istruzioni della confezione. La Commissione non indica quantità.
- 2. Cibo — che si conserva a temperatura ambiente e si mangia senza cottura o con poca acqua: barrette, frutta secca, scatolette. Aggiungi apriscatole e posate usa e getta.
- 3. Calore e luce — una torcia con pile di ricambio (meglio una frontale, lascia libere le mani); una coperta o un sacco a pelo d'inverno; d'estate teli per schermare le finestre.
- 4. Igiene e servizi — salviette, sapone, carta igienica, sacchi per i rifiuti. Pensa anche al bagno senza acqua: un secchio o una tanica e sacchi robusti bastano.
- 5. Medicine — i farmaci che prendi, con la fotocopia delle prescrizioni, e una cassetta di pronto soccorso. Controlla le scadenze e, se usi dispositivi elettromedicali, chiedi al tuo medico o alla tua ASL cosa fare se manca la corrente.
- 6. Informazione e comunicazione — una radio a pile (la Protezione Civile consiglia di averne una che funzioni anche senza corrente, perché in emergenza privilegia radio e televisione) e un power bank carico, con il suo cavo.
- In più: documenti — fotocopie dei più importanti in una busta impermeabile, e un elenco con i dati dei familiari, i numeri di telefono e le informazioni sanitarie di base (gruppo sanguigno, allergie, farmaci).
- In più: contanti — in tagli piccoli e qualche moneta: se i pagamenti elettronici non funzionano, servono.
- In più: vestiti — un ricambio per persona, una giacca impermeabile e antivento, scarpe robuste.
- In più: attrezzatura minima — fiammiferi o accendino (non per illuminare o scaldare in casa), coltello, nastro adesivo, sacchetti di nylon, copia delle chiavi di casa e dell'auto, carta e penna.
Scrivi la lista, tienila dove la vedono tutti e controlla ogni tanto che ci sia tutto e che funzioni: le pile scariche e i farmaci scaduti sono i problemi più frequenti. Per scegliere radio, power bank e torcia: il kit fisico minimo.
Kit in casa e zaino di emergenza: la differenza
Sono due cose diverse e conviene tenerle separate, come chiede la stessa Commissione. Le scorte di casa servono quando resti dove sei: blackout, maltempo, un guasto lungo. Lo zaino di emergenza (in inglese grab-and-go bag) serve quando devi lasciare casa in fretta: terremoto, alluvione, evacuazione. Il primo è una scorta in un armadio; il secondo sta vicino alla porta e si prende in un minuto. La lista qui sotto vale per le scorte di casa, e le sue voci essenziali (documenti, contanti, farmaci, luce, acqua) finiscono anche nello zaino.
Il piano di famiglia
Gli oggetti servono a poco senza un piano. La Commissione indica due cose da avere chiare: dov'è il rifugio più vicino e come ritrovarsi con familiari e amici se la rete mobile non funziona. In pratica:
- Un punto di ritrovo — uno vicino a casa e uno più lontano, concordati con tutti.
- Numeri su carta — se il telefono è scarico non ricordi i numeri a memoria.
- Chi ha bisogno di aiuto — anziani, bambini, chi prende farmaci o usa dispositivi elettromedicali: chi pensa a chi.
- I vicini — la preparazione funziona meglio condivisa: sapere chi ha una radio, un fornello da campeggio, un'auto.
- Il piano del Comune — sul sito del tuo Comune trovi le aree a rischio, le zone sicure e i percorsi di evacuazione.
Cosa ha deciso la Commissione europea il 3 novembre 2026
- 72 ore come livello minimo — la Commissione dà più peso al fare i primi passi che al numero di ore.
- Sei elementi di base — acqua, cibo, calore, igiene, medicinali, informazione e comunicazione.
- Per ogni disservizio — utile sia per una crisi grave sia per interruzioni più comuni, come un blackout.
- Scorte e zaino sono due cose diverse — le prime per restare, il secondo per andare via in fretta.
- Nessuna quantità fissa — il documento sulle 72 ore non indica quantità, nemmeno per l'acqua.
Le varianti: famiglie, animali, terremoto, blackout, alluvione, caldo
Famiglie con bambini
Moltiplica acqua e cibo per ogni persona, poi aggiungi quello che serve a loro: latte o pappe, pannolini, un ricambio in più, un gioco o un libro per tenerli tranquilli. Il vademecum suggerisce una borsa per ogni componente del nucleo.
Animali domestici
Cibo e acqua per tre giorni, guinzaglio o trasportino, libretto sanitario, eventuali farmaci. Se devi lasciare casa, chiediti in anticipo dove puoi portarli: non tutti i ricoveri li accettano.
Terremoto
Lo zaino sta vicino all'uscita, con scarpe robuste accanto al letto e un punto di ritrovo concordato con la famiglia. Il vademecum ricorda di avere con sé la lista dei familiari e dei loro dati sanitari.
Blackout
Qui si resta a casa, quindi contano luce, radio, power bank e cibo che non richiede cottura. Luce a batteria, mai candele; niente fornelli a gas, braci o generatori in casa: il monossido di carbonio non si vede. Per lo stesso motivo, niente stufe a gas o a cherosene accese in ambienti chiusi. Si mangia freddo. La storia dei cyber-attacchi, dal 1988 ai frigoriferi dei supermercati, e cosa fare in casa sono nella trasmissione 041.
Alluvione e maltempo
Lo zaino deve poter essere preso subito e portato ai piani alti o fuori casa: documenti in busta impermeabile, calzature chiuse, giacca impermeabile. Non scendere in garage o seminterrati, non usare l'auto e stai lontano da sottopassi, argini e ponti. Informati prima, sul sito del tuo Comune, sulle aree a rischio e sulle zone sicure indicate dal piano di protezione civile. Cosa significano i colori dell'allerta: giallo, arancione e rosso.
Caldo estremo
L'acqua passa in cima alla lista: tieni una scorta maggiore del minimo e bevi con regolarità, ancora di più se in casa ci sono anziani o bambini. Aggiungi un termometro, tende o teli per schermare le finestre e un piano per le ore più calde. Se compaiono confusione, pelle calda e secca o svenimento, chiama il 112. Tra gli strumenti qui sotto, HotSummer traduce temperatura e umidità in un'indicazione per l'ora successiva.
Come informarsi e comunicare quando la rete non regge
Se le celle sono sovraccariche o spente, il telefono diventa una torcia con la batteria che si scarica. Alternative reali, con i loro limiti:
- Radio a pile — riceve soltanto, ma è uno dei canali che la Protezione Civile privilegia in emergenza, insieme alla televisione.
- IT-alert — il sistema nazionale di allarme pubblico manda messaggi ai telefoni presenti in una zona, tramite le celle della rete mobile. Riceve soltanto, non funziona se la rete è spenta e non copre tutti i rischi: lo stato per ciascun rischio cambia nel tempo, quindi controlla il sito ufficiale.
- PMR446 — ricetrasmittenti portatili senza licenza per comunicare a breve distanza, utili in famiglia o nel condominio. In città la portata è spesso di poche centinaia di metri.
- Meshtastic / LoRa — messaggi di testo tra dispositivi su reti a maglia, senza celle. Richiede dispositivi dedicati e qualche prova prima di fidarsi: ne parlo nelle trasmissioni 018 e 029.
Le mappe che funzionano senza rete sono nella trasmissione 037; quello che il telefono sa già fare in emergenza, nella 034.
Prova il kit in mezz'ora
Un kit mai provato è una scommessa. Una sera prova a non usare le prese di casa e la rete: accendi la torcia, ascolta la radio, controlla che il power bank carichi il telefono, apri una scatoletta con l'apriscatole. In mezz'ora scopri cosa manca (spesso le pile). È anche una delle competenze pratiche che la Commissione cita: saper cucinare senza elettricità.
Checklist da stampare
Stampa la pagina o copia l'elenco e spunta man mano.
- ☐ Acqua: 3 litri a testa da bere, più la scorta per cucina e igiene
- ☐ Cibo che non richiede cottura, con apriscatole
- ☐ Torcia frontale e pile di ricambio
- ☐ Coperta o sacco a pelo
- ☐ Salviette, sapone, carta igienica, sacchi per i rifiuti
- ☐ Farmaci, fotocopia delle prescrizioni, pronto soccorso
- ☐ Radio a pile
- ☐ Power bank carico e cavo
- ☐ Fotocopie dei documenti e elenco dei familiari
- ☐ Contanti in tagli piccoli
- ☐ Un ricambio, giacca impermeabile, scarpe robuste
- ☐ Fiammiferi o accendino, coltello, nastro adesivo, sacchetti
- ☐ Numeri importanti scritti su carta
- ☐ Punto di ritrovo concordato con la famiglia
Gli strumenti di Survival Apps
Sono app che si comprano una volta sola, senza abbonamento. Nessuna sostituisce un kit fisico: servono a tenere in ordine le scorte e a informarti. Qui sotto trovi cosa funziona offline.
- Item90 — le scorte di casa stanza per stanza, con fabbisogno per persone e giorni e radar delle scadenze. Dopo l'attivazione si usa offline: la rete serve per verificare la licenza all'attivazione e, ogni tanto, in seguito. Com'è nata.
- HotSummer — indice di rischio caldo e finestra oraria consigliata: per calcolarli servono i dati meteo, quindi la rete. La scheda Rimedi si apre anche senza connessione.
- BioRadar — scanner di flora e fauna; l'archivio di otto biomi si consulta offline, mentre la scansione con i dati della community iNaturalist richiede la connessione.
- EcoSurvivor — finanze personali: i dati restano sul telefono e l'app funziona offline. Utile per tenere sotto controllo quanto metti da parte, contanti compresi.
Provale prima. Dopo l'acquisto apri l'app una volta con la connessione, poi mettila in modalità aereo e controlla che le schede che ti servono si aprano. Per le scorte, tieni anche una copia su carta dell'elenco: se il telefono non parte, la lista c'è lo stesso. Meglio scoprire un problema oggi che durante un blackout.
Domande frequenti
Cosa contiene un kit 72 ore?
Acqua, cibo che non richiede cottura, una torcia frontale, una radio a pile, un power bank, farmaci, articoli per l'igiene, documenti e contanti. La lista completa è qui sopra.
Quanta acqua serve per 72 ore?
Da bere, almeno 1 litro al giorno a persona: 3 litri a testa in 72 ore (vademecum della Protezione Civile). Per cucinare e lavarsi serve molta più acqua: la stima di Item90 è di 3 litri al giorno, circa 9 in tre giorni. La Commissione europea non indica quantità. Con il caldo, i bambini o gli anziani, tieni di più.
Il kit 72 ore è obbligatorio?
No. Le linee guida della Commissione europea del 3 novembre 2026 non sono vincolanti: indicano un obiettivo agli Stati e ai cittadini, senza imporlo.
Che differenza c'è tra kit di emergenza e zaino di emergenza?
Le scorte di casa servono per restare a casa durante un disservizio; lo zaino di emergenza (grab-and-go bag) serve per lasciare casa in fretta. La Commissione chiede di tenerli distinti. Alcune voci (documenti, contanti, farmaci, luce) stanno in entrambi.
Perché 72 ore e non una settimana?
Perché, secondo la Commissione, sono le ore più critiche: i servizi di emergenza sono sotto forte pressione e per le persone sono ore di incertezza. I tre giorni sono uno standard minimo riconosciuto a livello internazionale. Se puoi, tieni di più.
Cosa serve per un blackout?
Luce a batteria (non candele), una radio a pile, un power bank, cibo che non richiede cottura, acqua, contanti e una coperta. Niente fornelli a gas, braci o generatori in casa, per il monossido di carbonio.
Quali indicazioni ufficiali valgono in Italia?
Valgono le indicazioni della Protezione Civile: Io non rischio, la scheda sull'alluvione e il vademecum del 2012, citati sopra. Le linee guida europee del 3 novembre 2026 non sono vincolanti. Per la tua zona vale il piano comunale.
Dove trovo le indicazioni ufficiali per la mia zona?
Sul sito del tuo Comune, nel piano di protezione civile comunale, che indica le aree a rischio, le zone sicure e i percorsi di evacuazione. Il numero unico di emergenza in Italia è il 112.
Fonti
- Commissione europea, DG ECHO, Commission takes new steps to prepare Europeans for growing crisis risks (3 novembre 2026, in inglese)
- Commissione europea, Reaching a Population Self Sufficiency of at least 72 Hours, SWD(2026) 826 final, Bruxelles, 30 ottobre 2026 (in inglese)
- Commissione europea, Guidelines on Population Preparedness, C(2026) 8250 final (in inglese)
- Commissione europea, EU Preparedness Union Strategy (comunicato, 26 marzo 2025)
- Dipartimento della Protezione Civile, scheda In caso di alluvione (in inglese, senza data)
- Io non rischio, sezione Preparati (senza data)
- Dipartimento della Protezione Civile, IT-alert
- Dipartimento della Protezione Civile, La Protezione Civile in famiglia (vademecum, 2012)
Pagina viva: la riscrivo quando cambiano le indicazioni o quando un test sul campo mi smentisce. Che il tuo codice sopravviva all'apocalisse, e che il tuo zaino sia già pronto.
SURVIVAL APPS