TRASMISSIONE 016 · 20 LUG 2026 ARCHIVIO: ZONA 3 — CYBERPUNK / SURVIVAL · RIFLESSIONE

Sprechi e ridondanze: cosa buttare e cosa tenere in doppio

L'Artefice delle Rovine — appunto da campo
katana col filo luminoso, due hard disk in una stanza off-grid survival
banco di lavoro e i due dischi

Chi vive di recupero impara presto una regola scomoda: la stessa cosa può essere una salvezza o una zavorra, e a volte l'unica differenza è dove la tieni e perché. Ho passato un pomeriggio a svuotare un cassetto di cavi che non alimentano più niente, e la sera a comprare un secondo disco identico a uno che avevo già. Non è una contraddizione. È il mestiere.

Spreco e ridondanza non sono la stessa parola

Si confondono di continuo, perché da fuori si somigliano: in entrambi i casi hai due di qualcosa, o tieni ciò che potresti buttare. Ma sono opposti. Lo spreco è risorsa che esce e non torna: energia bruciata da un dispositivo acceso per niente, storage occupato da roba che non riguarderai mai, soldi che escono ogni mese per un servizio che non usi. La ridondanza è risorsa spesa apposta per il giorno in cui la prima copia ti tradisce: il secondo disco, la batteria di scorta, la procedura scritta su carta quando lo schermo è morto.

La cultura della sopravvivenza ha un motto per questo: one is none, two is one[1]. Una cosa sola, quando cede, ti lascia a zero. La stessa mentalità, applicata male all'informatica, produce mostri: dieci app che fanno la stessa cosa, tre backup che sono in realtà la stessa cartella copiata a mano, un armadio digitale che nessuno riaprirà. La domanda giusta non è "ne ho due?" ma "la seconda copia mi salva o mi pesa e basta?".

Sprechi informatici che paghi senza vederli

Il bello dello spreco digitale è che è invisibile: non ingombra il cassetto, non fa rumore. Per questo si accumula. Quelli che ho stanato guardando le mie macchine:

La ridondanza che invece va tenuta (e curata)

Tagliato lo spreco, resta il doppio che serve. La ridondanza buona ha una caratteristica: è indipendente. Due copie che possono fallire insieme valgono una; due copie che falliscono per cause diverse valgono davvero due. La regola classica dei backup lo mette nero su bianco.

PrincipioNel mondo fisicoNel mondo digitale
Tre copieOriginale + due scorteRegola 3-2-1: 3 copie del dato[2]
Due supporti diversiBatteria + pannello solareDisco locale + NAS, mai lo stesso volume
Una copia fuori sedeScorta a casa di un altroBackup offsite/cloud cifrato
Il fallback analogicoMappa di carta, torcia a manovellaPassword su carta, procedura stampata

La ridondanza va anche collaudata: un backup che non hai mai provato a ripristinare non è un backup, è una speranza. Vale per il file come per il generatore che non accendi mai — il giorno che serve non è il momento per scoprire che non parte.

artefice@rovine:~$ audit --sprechi ~/
> storage: 42 GB in duplicati e cache morte
> energia: 3 dispositivi always-on, uso reale < 2%
> abbonamenti: 2 servizi sovrapposti, 1 mai aperto
> backup indipendenti verificati: 1 su 3
> verdetto: tagliare il grasso, blindare le scorte vere

Un audit che si fa in un pomeriggio

Non serve un metodo elaborato, serve farlo. L'ho ridotto a quattro passaggi, gli stessi per il cassetto dei cavi e per il disco:

Nota di zona Zona 3, riflessione trasversale: nasce dall'officina fisica — la stessa logica di autonomia del field cyberdeck e del ritorno al self-hosting — ma vale identica per il codice e i dati. Il filo è quello di sempre: niente magia, solo la disciplina di sapere cosa tieni e perché.

Il cassetto dei cavi è più leggero, il secondo disco gira in un'altra stanza. Ho buttato per fare spazio a ciò che, in caso di necessità, non voglio avere in copia singola. Il filo sottile della scelta.

Note

  1. One is none, two is one — massima diffusa nell'ambiente survival e militare: affidarsi a un solo esemplare di un oggetto critico equivale a non averlo, perché un guasto ti lascia a mani vuote. Da qui l'abitudine alla scorta ragionata (non all'accumulo). ↑ torna al testo
  2. Regola 3-2-1 — buona pratica di backup: almeno 3 copie dei dati, su 2 tipi di supporto diversi, di cui 1 conservata fuori sede. Serve a garantire che nessun singolo evento (guasto, furto, incendio, ransomware) possa cancellarle tutte insieme. ↑ torna al testo

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