TRASMISSIONE 006 · 02 LUG 2026 ARCHIVIO: ZONA 3 — CYBERPUNK / SURVIVAL · BUILD LOG (PARTE 1)

Field cyberdeck: concept e parts list per uno scenario grid-down

L'Artefice delle Rovine — build log, parte 1
Un cyberdeck fai-da-te su una scrivania di legno: telaio nero con fermi arancioni, uno smartphone come schermo che mostra l'output di un terminale e una tastiera meccanica compatta
Fig.1 — un modello di Cyberdeck

Ogni officina dovrebbe avere una macchina pronta a lasciare l'officina. Non la più potente: la più testarda. Quella che si accende quando la rete elettrica è un ricordo e l'ultima antenna ha smesso di rispondere. Questo appunto da campo è il primo di una serie: sto costruendo quella macchina.

Cos'è un cyberdeck (e cosa intendo io)

Il termine viene dai romanzi di William Gibson[1], ma la community che oggi costruisce cyberdeck[2] gli ha dato un significato pratico: un computer portatile assemblato a mano, spesso attorno a una single-board computer, con estetica e priorità decise da chi lo costruisce invece che da un reparto marketing. C'è chi li fa per bellezza, chi per retrocomputing. Il mio ha un obiettivo dichiarato: essere utile in uno scenario grid-down — niente rete elettrica, niente internet.

Da quell'obiettivo discendono tutti i vincoli di progetto, in ordine di priorità: autonomia energetica (deve vivere di batterie ricaricabili con un pannello solare), conoscenza a bordo (deve essere utile anche senza alcuna connessione), riparabilità (componenti standard, sostituibili, niente colla dove bastano le viti) e, ultima per scelta, la potenza di calcolo.

La parts list ragionata

La conoscenza a bordo

Un computer da campo senza internet vale quanto ciò che contiene. Il piano software prevede un archivio consultabile offline: Kiwix con i file ZIM[4] di Wikipedia e di alcune wiki tecniche, manuali in PDF, mappe scaricate della propria regione, e la documentazione dei linguaggi con cui lavoro. L'intera libreria sta comodamente in una scheda SD da poche decine di gigabyte — il che, se ci si ferma a pensarci, resta una delle cose più vicine alla magia che il vecchio mondo ci abbia lasciato.

artefice@rovine:~$ budget --power field-deck
> cervello (pi + sd): ~3-5 W sotto carico
> display 7": ~4-6 W a luminosità media
> radio lora: trascurabile (mW, in ascolto)
> target autonomia: GIORNATA DI LAVORO CON UN PACCO 18650
Warning tecnico Le celle 18650 non perdonano l'improvvisazione: vanno usate con un circuito di protezione (BMS), mai recuperate da pacchi batteria di dubbia provenienza senza testarle, e mai caricate senza un caricatore adeguato. La puntata sull'alimentazione tratterà la sicurezza prima dei watt.
Nota di zona Serie "Field cyberdeck", Zona 3: questa è la parte 1 (concept e componenti). La parte 2 documenterà l'assemblaggio con le prime foto; la parte 3 il collaudo sul campo — cosa ha funzionato e cosa no.

Domande frequenti

Cos'è un cyberdeck?

Un computer portatile assemblato a mano, spesso attorno a una single-board computer, con estetica e priorità decise da chi lo costruisce. Il termine viene dai romanzi di William Gibson — Neuromancer su tutti.

Quali sono i vincoli di progetto di questo field cyberdeck?

In ordine di priorità: autonomia energetica a batterie ricaricabili con pannello solare, conoscenza a bordo utilizzabile senza connessione, riparabilità con componenti standard, e solo per ultima la potenza di calcolo.

Come comunica un field cyberdeck senza rete internet?

È prevista una radio LoRa/Meshtastic per comunicazioni off-grid a lungo raggio e basso consumo.

I pezzi sono ordinati, il banco è sgombro. La prossima volta che leggerete di questa macchina, avrà un corpo.

Note

  1. William Gibson — in Neuromante (1984) il cyberdeck è il terminale portatile con cui i cowboy della console si collegano al cyberspazio. Il romanzo che ha dato il nome, e mezza estetica, al genere cyberpunk. ↑ torna al testo
  2. Community cyberdeck — scena maker internazionale che condivide build su forum e subreddit dedicati (r/cyberDeck): dal case stampato in 3D al relitto militare riconvertito. ↑ torna al testo
  3. 18650 — cella litio cilindrica da 18×65 mm, lo standard di fatto per progetti DIY, torce, e-bike e (in passato) pacchi batteria di laptop. Capacità tipiche 2000-3500 mAh per cella. ↑ torna al testo
  4. Kiwix / ZIM — Kiwix è un lettore offline open source; ZIM è il suo formato di archivio compresso. La Wikipedia italiana completa, senza immagini, occupa pochi gigabyte. ↑ torna al testo

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