Tre app, tre pilastri di sopravvivenza
Non le ho progettate a tavolino, le tre app. Sono arrivate una alla volta, ognuna per un motivo suo. Solo dopo, guardando il catalogo tutto insieme, ho visto il filo che le tiene unite. Non l'ho disegnato io. C'era già.
Un catalogo, non tre idee sparse
Non bisogna essere solo preparati al peggio, bisogna anche sapere come evitare che il peggio si presenti. Tre app in vendita su Survival Apps, oggi: BioRadar, EcoSurvivor, HotSummer. Prezzo identico, modello identico. Per un po' le ho pensate come tre prodotti indipendenti, ognuno con la sua nicchia. Ma "sopravvivere" nel nome del progetto non è solo un'estetica cyberpunk applicata sopra: è un'idea con dei contenuti precisi, e le tre app finiscono per illustrarne tre facce diverse. Tre pilastri.
Primo pilastro: conoscere e rispettare la natura intorno a noi
Si sopravvive meglio a un ambiente che si conosce. È il principio più antico di tutti, e anche il più dimenticato da chi vive in città: non sai riconoscere una pianta, un fungo, un animale che incroci per strada e pensi che il tonno sia una lattina ... — non sai se è innocuo, se è raro, se ti sta dicendo qualcosa sullo stato del posto in cui ti trovi. BioRadar nasce da lì: uno scanner che interroga in tempo reale i dati reali della community di iNaturalist e li mostra su un radar, così quello che era un punto di domanda diventa un nome, una scheda, un po' di contesto. Rispettare la natura comincia dal riconoscerla — il resto viene dopo.
Secondo pilastro: non sprecare le risorse, le nostre in primis
Prima di ogni scorta fisica, la risorsa che si spreca per prima è quella economica: soldi che escono senza che tu sappia bene dove, mese dopo mese, finché un imprevisto vero ti trova senza riserve. EcoSurvivor affronta esattamente questo, vestito da manuale di sopravvivenza ma con dentro un metodo reale — il kakebo giapponese, riserve e razioni al posto di categorie di spesa anonime. Non è un'app per fare più soldi. È un'app per smettere di sprecarli senza accorgersene, che è la prima forma di prevenzione che esista.
Terzo pilastro: affrontare i cambiamenti e i fattori estremi
Il terzo pilastro è il più scomodo perché non dipende da te: il clima cambia, e le ondate di caldo estremo non sono più un'eccezione da manuale ma una stagione che si ripete. HotSummer è nato da un'estate specifica[1], per tradurre un'allerta meteo generica in un'azione concreta: quando uscire, quanto bere, quando fermarti, dove trovare ombra vera vicino a te. Sopravvivere ai fattori estremi non significa subirli passivamente: significa avere uno strumento che ti dice cosa fare ( e che supporta il tuo buon senso a crescere), non solo che sta succedendo.
- BioRadar — conoscere ciò che ti circonda, dati reali iNaturalist
- EcoSurvivor — non sprecare le risorse, kakebo offline
- HotSummer — affrontare gli estremi, indice di rischio caldo personalizzato
> titoli: 3 (bioradar, ecosurvivor, hotsummer)
> modello: acquisto singolo, licenza a vita
> filo comune: CONFERMATO A POSTERIORI
Tre app, tre pilastri, un solo catalogo: tutti i titoli sono qui. Che il tuo codice sopravviva all'apocalisse.
Note
- Un'estate specifica — il concept di HotSummer è nato dalla Trasmissione 017, poi diventato prodotto nella Trasmissione 020. ↑ torna al testo
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