Cosa significa il Digital Markets Act per chi sviluppa app da solo
I cancelli della città non si sono aperti da soli. Un editto è arrivato da un consiglio lontano, a Bruxelles, e ha ordinato alle guardie di lasciar passare anche chi non paga il pedaggio principale. Le guardie hanno obbedito — ma hanno anche scritto un nuovo regolamento, in caratteri piccoli, su come si passa dai varchi laterali. Sono tornato ai cancelli per leggerlo.
Cos'è il Digital Markets Act, in breve
Il Digital Markets Act (DMA) è il regolamento europeo, in vigore dal 2023 e pienamente applicato dal 2024, che impone regole di concorrenza alle grandi piattaforme digitali designate come gatekeeper[1] — tra queste, l'App Store di Apple e Google Play. L'obiettivo dichiarato: impedire che chi controlla il cancello d'accesso a miliardi di utenti possa anche imporre le uniche regole del gioco al suo interno. Per uno sviluppatore, la parte che conta non è la teoria antitrust, ma le conseguenze pratiche sul come si distribuisce e si vende un'app dentro l'Unione Europea.
Cosa cambia davvero per chi pubblica un'app
Dal punto di vista tecnico, gli obblighi del DMA hanno prodotto alcune aperture concrete, disponibili però solo per gli utenti nell'Unione Europea:
- STORE ALTERNATIVI E SIDELOADING SU iOS — Apple ha dovuto permettere l'installazione di app tramite marketplace diversi dall'App Store, o direttamente dal web. Su Android, il sideloading era già possibile prima del DMA: qui il regolamento ha inciso meno sulla tecnica e più sulle condizioni commerciali.
- SISTEMI DI PAGAMENTO PROPRI — sia Apple che Google devono permettere, in alternativa al loro sistema di fatturazione, l'uso di un billing proprio o il rimando a un sito esterno per il pagamento.
- FINE (parziale) DELL'ANTI-STEERING — uno sviluppatore può ora comunicare dentro l'app offerte, prezzi e canali d'acquisto esterni allo store, cosa che entrambe le piattaforme vietavano esplicitamente prima del regolamento.
- MOTORI DI BROWSER ALTERNATIVI SU iOS — le app che offrono un browser possono usare motori diversi da WebKit, prima obbligatorio per policy Apple.
Il prezzo del cancello che si apre
Nessuna di queste aperture è gratuita, ed è qui che il regolamento smette di essere un titolo di giornale e diventa un foglio di calcolo da leggere con attenzione:
- APPLE, DAL 1° GENNAIO 2026 — un unico modello commerciale nell'UE per tutti gli sviluppatori, con la Commissione UE che affianca alle vecchie commissioni una Commissione Tecnologica Core[2] applicata anche a chi vende fuori dall'App Store: aprire il cancello laterale non significa passare gratis.
- GOOGLE, DAL 30 GIUGNO 2026 — commissioni di servizio ridotte, fino al 10% sul primo milione di dollari di ricavo annuo e sugli abbonamenti in autorinnovo, nell'area SEE/Regno Unito/USA; una fee di billing del 5% resta se si usa il sistema di pagamento alternativo di Google, ma sparisce del tutto se il pagamento avviene interamente fuori da Google Play.
- REQUISITO DI REGISTRAZIONE — per accedere al billing alternativo su Google Play nell'area SEE è richiesto uno status di sviluppatore registrato come attività, non come account hobbistico: un passaggio burocratico in più, non enorme, ma reale.
La mia lettura
È tentante leggere il DMA come la vittoria dell'artigiano solo contro il monopolio del cancello. In parte lo è: poter linkare il proprio sito per un pagamento senza commissione, o distribuire un'app iOS fuori dall'App Store, sono possibilità che fino a poco tempo fa non esistevano affatto. Ma per chi sviluppa da solo, la libertà in più arriva quasi sempre travestita da un'altra decisione da prendere: quale modello di business scegliere su Apple, se attivare il billing alternativo su Google, se vale la pena gestire due sistemi di pagamento e la relativa contabilità IVA per un'app che magari genera qualche centinaio di euro al mese.
Il cancello laterale è aperto, ma ha il suo modulo da compilare. Per un team legale è una riga in più nel foglio Excel; per chi pubblica da solo la sera dopo cena, è tempo sottratto a scrivere codice. Non è un motivo per ignorarlo — è un motivo in più per valutarlo prima di pubblicare, non dopo, esattamente come i quattordici giorni di closed testing di cui ho scritto la volta scorsa.
> app-store-ios: sideloading + store alternativi disponibili
> google-play: billing alternativo, richiede status business
> commissioni: ridotte MA nuove voci (CTC / billing fee)
> validità geografica: SOLO UTENTI SEE/UE
> morale: PIÙ SCELTE = PIÙ DECISIONI DA VALUTARE
Domande frequenti
Il Digital Markets Act si applica anche alle app di uno sviluppatore singolo?
Sì: il regolamento impone obblighi ai gatekeeper (Apple, Google e altre grandi piattaforme), non ha soglie minime per lo sviluppatore che pubblica. Le nuove possibilità — store alternativi, billing proprio, comunicazione di offerte esterne — sono disponibili a chiunque pubblichi un'app per utenti nell'UE, indipendentemente dalle dimensioni del team.
Conviene attivare il billing alternativo su Google Play o Apple?
Dipende dal volume di vendite e dalla capacità di gestire fatturazione e assistenza in proprio: sotto una certa soglia di ricavi, il risparmio sulle commissioni difficilmente compensa il tempo speso a gestire un secondo sistema di pagamento e i relativi obblighi fiscali.
Il DMA vale anche fuori dall'Unione Europea?
No. È un regolamento europeo: le aperture che impone (sideloading, store alternativi, billing proprio) valgono solo per gli utenti che si trovano nell'UE/SEE. Per il resto del mondo restano in vigore le regole ordinarie di Apple e Google.
Il regolamento ha aperto un varco nel muro. Non ho ancora deciso se attraversarlo conviene alla mia scala, ma almeno adesso so dov'è, e cosa chiede in cambio.
Note
- Gatekeeper — nella terminologia del DMA, una grande piattaforma digitale designata dalla Commissione Europea in base a soglie di utenti, fatturato e posizione di mercato, soggetta a obblighi di apertura e non discriminazione specifici. ↑ torna al testo
- Commissione Tecnologica Core (CTC) — la commissione che Apple applica, dal nuovo modello unico in vigore dal 1° gennaio 2026, sulle transazioni di beni e servizi digitali generate da un'app nell'UE, indipendentemente dal canale di pagamento usato. I dettagli (soglie, percentuali) sono aggiornati periodicamente da Apple: verificare sempre la documentazione ufficiale per sviluppatori prima di pianificare. ↑ torna al testo
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